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Confintango

Confintango


"Confintango" è un testo teatrale scritto da Bruno Zucchermaglio a partire dalla fine degli anni Novanta e poi definito alla fine del 2000 in vista della sua prima messa in scena che è poi avvenuta a Bressanone (Bolzano), presso la cantina Anreiter del Gruppe Dekadenz, nel caratteristico rione di Stufles, nell'aprile 2001.
Si tratta di un testo bilingue, scritto in italiano e in tedesco (e con alcune brevi parti in inglese) comunque prevalentemente in italiano, in cui Zucchermaglio cerca di sintetizzare, stilizzare, parodiare e beffeggiare gli stereotipi e le nevrosi etnico-linguistiche dell'Alto Adige - Südtirol.
L'autore definisce il suo "Confintango" quale "elemento teatrale verbomusicale", anche se in realtà nel testo di Bruno Zucchermaglio la componente musicale è appena accennata e demandata ai musicisti che, di volta in volta, sono chiamati a rappresentare la pièce insieme agli attori.
"Se siete in cerca di una struttura - scrive Zucchermaglio nella 'nota dell'autore' -, non leggete questo testo. Se state cercando qualcosa di originale, di non-detto, una novità del tema o dell'intreccio, della forma o dello stile, idem. Se, invece, state cercando qualcosa da rap-presentare, da mettere-in-scena, uno spunto verbo-ritmico-musicale che possa trasformarsi in teatrofania, leggete pure. Leggete, ma con distacco, con quell'occhio indagatore con cui un regista - od un lettore critico - fruisce un testo elaborandone le sue possibili e virtuali pertinentizzazioni, ridiscussioni e ritematizzazioni in funzione di una - possibile e virtuale - "manifestazione" teatrale (non importa, poi, se sulle tavole di un palcoscenico od in qualunque altro luogo deputato - ed intersoggettivamente riconosciuto come tale - all'esecuzione teatrale)".
Del testo, e della sua collocazione nella storia della letteratura e della drammaturgia altoatesino-sudtirolese definita "postcoloniale", si occupa anche Doris Hilpold nel suo lavoro "Südtiroler Literatur aus post-kolonialer Perspektive" (Innsbruck, 2002):

“Eine ähnliche Auflösung des post-kolonialen Dualismus wie bei Gerhard Kofler lässt sich auch im Musiktheaterstück Confintango, verfasst vom Bozner Autor Bruno Zucchermaglio, nachvollziehen. Im Stück konfrontieren sich zwei verschiedene Familien miteinander, welche stilisiert für die post-kolonialen Gruppierungen. Zucchermaglio führt Koflers Sprachkonfrontation jedoch um einen Schritt weiter, indem er die Grenzen zwischen dem Deutschen und dem Italienischen verwischt. Folgender Ausschnitt veranschaulicht die dabei entstehende Sprachspiele:

C - Woasch, sixsch von wo kommt das ganze Geld dell’Autonomie?
D - Il monumento alla Vittoria.
C - Bozen: zwoa Städte…
D - Oane für die Deitsche…
C - Und die ondere für die Walsche…
D - …dopo il Talvera.
C - Jo jo… vedrai quando avremo l’Autonomie…
D - Già ce l’avete. Cazzo volete, ancora?
C - Los von Rom, los von Trient, los von Wien.
D - Los Angeles.
C - Die Caramba und die Ferrovieri sprechen sowieso net deitsch!
D - Bolzano, stazione di Bolzano: Bozen, Bahnhof Bozen! …
C - Tu avere preso la mia palla e io deswegen chiamo meine Mutti!
(
Zucchermaglio, Confintango 21)

Obwohl im Dialog zwischen C und D für Südtirol kennzeichnende Themen aufgegriffen werden, ist eine ethnische Zuordnung der Figuren sowohl aus sprachlicher wie auch aus inhaltlicher Perspektive unmöglich: Hochdeutsch, deutscher Dialekt, italienischer Standard sowie italienischer Slang wechseln einander auf Satzebene ab, wobei die Aufeinanderfolge der sprachlichen Code rhythmisch bedingt zu sein scheint. Auf ähnlich puzzleartige Art und Weise werden die Themen aufgegriffen und wieder fallengelassen. So beschränken sich C und D darauf, die aufgeworfenen Sätze mechanisch zu Ende zu führen oder auf eine Provokation mit einem passenden Satz zu reagieren, um das Thema sofort wieder abzuhaken. Der auf die Abgenutztheit der Argumente weisende Automatismus der Figuren scheint diesen allerdings manchmal dein Schnäppchen zu schlagen: In die Aneinanderreihung der „Los“- Rufe schleicht sich ein „Los Angeles“ ein, welches die Spannung der vorhergehenden Streitrufe relativiert und etwas Heiterkeit ins Zweigespräch bringt.
Die Bemühungen von Autoren wie Kofler und Zucchermaglio, die Grenzen zwischen Deutsch in Italienisch zu überschreiten bzw. diese zu überwinden, weisen auf einen Ausweg aus dem ethnischen Konflikt: Die Auflösung der Pole Self und Other würde nämlich deren eigendynamisches Fortspiel beenden, um Platz für neue Formen der Gruppenbildung zu schaffen".